Chiesa
Arcipetrale di S.Michele Arcangelo Le notizie seguenti provengono
integralmente dal libro di don Elia Testa, "Campolieto
e le sue Chiese", arciprete amato per oltre un
trentennio a Campolieto a
cui ha fatto ulteriore dono del bellissimo testo.
ORIGINE STORICA
La Chiesa arcipretale
è dedicata a S.Michele Arcangelo:
è antichissima e certamente preesistente al 1300. Consultando
l'Archivio Vaticano si è potuto accertare che il "Clero"
di Campolieto negli anni 1302-1310-1327
pagava alla S.Sede una decima. Se
vi era già un "Clero", ossia un certo numero di
sacerdoti, vi doveva essere certamente la Chiesa, anche se
questa, nel corso dei secoli, ha subito trasformazioni e ampliamenti.
Nella descrizione della Chiesa di S. Michele Arcangelo, come
da inventario del 1700, si fa menzione del campanile di forma
quadrangolare, alto 100 palmi, dal quale pendevano tre campane,
due benedette dall'Em. Card. Arc.
Orsini il 1 luglio 1693 e la terza
da Mons. Francesco Carafa, Vescovo di S.Marco di Calabria,
al 28 ottobre 1695. Sulla campana intermedia vi erano incise
lettere antiche inintellegibili;
fra esse vi si leggeva: "Anno Domini 1382". E' fuori
dubbio, quindi, l'esistenza della Chiesa con campanile nel
secolo XIV. La Chiesa come si presenta oggi nella sua ampiezza
a tre navate, fu costruita nel 1613 e misurava palmi 80 di
lunghezza e palmi 60 di larghezza. Da una memoria, consacrata
negli atti del notaio del tempo, Pietro Stampanone,
si sa che nella notte tra il 13 e il 14 giugno del 1682 un
incendio, non si sa da che cosa provocato, distrusse la Chiesa
nelle sue parti lignee e la danneggiò nelle strutture di pietra.
E' da presumersi che anche l'archivio, ricco di pregevoli
memorie locali e di antichi registri, sia andato, almeno in
parte, distrutto. Nella scrittura rinvenuta in uno dei Protocolli
del notaio Stampanone da Campolieto,
si legge:"In detta funebre occasione(incendio) si vide
che le due pissite, che stavano
dentro la custodia, quella dove stava il SS. Sacramento non
si liquefece, ma solamente annegrì
e l'altra si liquefece". Colpito da tanta disgrazia,
il popolo compatto si diede a riparare la chiesa, e il 21
settembre dello stesso anno, festa di S.Matteo Apostolo ed Evangelista, il sacro tempio veniva riaperto
al culto. La ricostruzione avvenne con la contribuzione di
150 ducati da parte dei duchi D.Giuseppe
e D.CarloCarafa
e con la prestazione di tutto il popolo. La Chiesa è stata
consacrata dall'Em.mo Card. Arc.
Orsini il 20 agosto 1696, come si legge nella lapide di marmo
collocata al centro della parete della navata laterale destra.
LA CHIESA COME SI PRESENTA OGGI
Struttura architettonica interna
Lo stile della Chiesa è in un tardo romanico con l'aggiunta, nel tempo,
di elementi barocchi.
Navate
Il tempio è una costruzione a base rettangolare
ed ha tre ampie navate; misura m. 28 di lunghezza e
m. 17,10 di larghezza. La navata centrale o maggiore
si eleva al disopra di quelle laterali; la volta era
a botte, ma divenuta pericolante, nel 1950 fu abbattuta
e rifatta piana dal Genio civile di Campobasso, nonostante
l'intervento della Sovrintendenza alle Opere d'Arte
de l'Aquila, sollecitata per il rifacimento della stessa
a botte.
Termina con una abside al centro della quale
era collocato l'altare maggiore in marmo, opera della fine
del secolo scorso. Con i lavori di restauro detto altare è
stato addossato al muro del coro e in suo luogo sorge, al
centro del presbiterio, la nuova mensa eucaristica di pietra
secondo le norme e lo spirito della nuova Liturgia.
L'abside si conserva nel suo stile originario
a botte con vele. Un tempo vi era anche un ampio coro di legno
scolpito, del '700, che è andato completamente distrutto.
Illumina il coro una grande vetrata istoriata,
raffigurante la Sacra Famiglia.
Nel muro destro del coro, durante i lavori per
l'apertura di una nicchia, eseguiti nel 1961, è venuto alla
luce un affresco (una figura di uomo) che costituisce senz'altro
oggetto di studio da parte della Sovrintendenza ai monumenti
di Campobasso; tocca ad essa valutare storicamente l'affresco.
Sulla stessa parete di destra pende una grande
tela, raffigurante la Madonna con il Bambino, S. Bernardino
e i Santi Stefano e Lorenzo, opera del 1701 a firma di Joseph
Castellano.
Balaustra
E' tutta in pietra ad agili
balaustri sagomati, su ognuno dei quali vi è in rilievo
un rosone diverso, uniti da un basamento e da una mensola
a cimasa. Sui due balaustri centrali, che delimitano
l'ingresso al presbiterio, è scolpita una "C"
con al centro una stella e attorno motivi floreali,
emblema dei Carafa d'Andria.
Ora lo stemma dei Carafa
è alla Sovrintendenza alle Antichità dell'Aquila.
Il presbiterio è circondato da
una bellissima e superba balaustra del secolo XVII.
Acquasantiere
All'ingresso della Chiesa sono
collocate due acquasantiere in pietra. Di pregevole
fattura è l'acquasantiera a destra di chi entra, posta
davanti alla seconda colonna.
Essa è composta da elementi distinti per epoca
e manifattura: su una base a sviluppo triangolare di
chiaro momento medioevale, ornata di tre teste leonine
romaniche e tre rosoni in rilievo, poggiante su un ottagono
fissato al piano pavimentale, imposta un balaustro sagomato
che sorregge un largo bacile dentellato, settecenteschi.
Il balaustro e il bacile vennero probabilmente
a sostituire elementi coevi alla base, usurati dal tempo.
Battistero
Nel presbiterio, accanto alla
mensa eucaristica, è stato collocato il "Fonte
battesimale",ricavato da un unico blocco di pietra,
di forma rotonda, del 1684, anch'esso di pregevole fattura,
venuto alla luce durante i lavori di restauro.
Vetrate
Oltre la grossa vetrata dell'abside
centrale, si ammirano nella navata laterale sinistra tre caratteristiche
vetrate di forma ottagonale, di stile barocco.
Le vetrate istoriate , fatte eseguire negli
anni '50, riproducono l'episodio del battesimo di Gesù
e le immagini dei gloriosi apostoli SS. Pietro e Paolo. Non
a caso si è voluta la riproduzione delle immagini dei due
insigni apostoli. Dagli "Inventari (della chiesa) dell'anno
1686 al 1693", custoditi nella Biblioteca Capitolare
di Benevento, si è appreso che nel 1686 una monumentale custodia
indorata, di palmi 15 di altezza e 6 di larghezza, sovrastava
l'altare maggiore, che sorgeva sotto l'arco trionfale. Otto
colonne con "palaustri" sostenevano la custodia, e "alla parte
di sotto vi erano due statuette indorate, una del glorioso
Pietro Apostolo, l'altra del glorioso Paolo Apostolo".
Si è voluto così ravvivare e perpetuare la fede e la devozione
nei santi apostoli Pietro e Paolo, colonne e fondamento della
Chiesa.
Restauro
Nel maggio del 1977, su suggerimento
della Sovrintendenza ai Monumenti di Campobasso e sotto la
direzione della medesima, si è proceduto a un primo restauro,
consistito nell'abbattimento della volta centrale piana e
nel rifacimento del soffitto in legno a faccia vista.
Successivamente, con l'intervento del Provveditorato
alle Opere Pubbliche di Campobasso, sotto la direzione della
sovrintendenza ai Monumenti del Molise nella persona dell'illustre
architetto dott. Antonio Giovannucci,
sono continuati i lavori di restauro, che si sono protratti
fino al 1981.
Si è proceduto alla demolizione dei quattro
altari laterali di marmo, in pessimo stato, di forme e misure
diverse, eretti agli inizi del nostro secolo e negli anni
trenta, di nessun pregio e valore artistico, e sono stati
ricostruiti altrettanti altari semplici, consistenti in una
mensa di pietra, intonati all'architettura della chiesa.
Sono stati stonacatii
pilastri in pietra dell'arco trionfale e, in parte gli archi
di pietra delle cappelle di S Matteo e della SS. Concezione.
Si è proceduto alla pavimentazione uniforme
di tutta la chiesa con cotto fiorentino.
Il 1 novembre 1981, S. E. Rev.ma
Mons. Raffaele Calabria, arcivescovo
di Benevento, procedeva alla consacrazione della nuova Mensa
eucaristica e alla benedizione della chiesa restaurata.
Campanile
Dal coro si accede al campanile.
Di forma quadrangolare terminava a forma di torre romanica.
Nella cella campanaria sono sistemate tre campane. La
magiore è stata rifusa nell'anno
1939; ha un suono melodioso e pastoso, reca in rilievo
le immagini di S.Michele arcangelo
e di S.anna, patroni del paese,
e, sotto, la scritta:"Plebemvoco, congrego clerum, defunctosploro, nimbos fugo, festaquehonoro, laudoDeumverum"."Chiamo il
popolo, raccolgo il clero, piango i defunti, allontano
le tempeste, onoro le feste, lodo il Dio vero".
La campana media è stata rifusa nell'anno 1914;
vi sono scolpite le immagini di S.Michele
Arcangelo, di S.Antonio e
della Madonna.
La più piccola è nuova, del dicembre 1972. In
rilievo si ammira l'immagine della Madonna. Tutte e
tre sono della ditta "Marinelli" di Agnone.
Struttura architettonica Esterna
La chiesa ha una facciata semplice barocca con
tre portali e tre finestre ornate, i cui stipiti e architravi
in pietra scolpita presentano un certo interesse. Il
portale centrale è più grande e più ricco.
Omogenea e simmetrica con pietre quadrate e
oblunghe si presenta una parte della muratura laterale
esterna ad occidente, mentre la restante parte è fatta
di pietre più piccole.
Anche la muratura esterna ad oriente e fatta
di pietre più piccole, di grandezza e di forma diverse.
Sagrato
Il sagrato della chiesa è raccordato
al piano stradale da un'ampia, grandiosa scalinata seicentesca
di venti gradini di pietra, rimossi nel 1985 e sostituiti
con nuovi gradini di pietra non locale.
Sul sagrato, attigua alla scalinata, si eleva
una superba balaustra, anch'essa del secolo XVI