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• Profilo linguistico del dialetto Campoletano
• Alcuni vocaboli
• Detti e Proverbi

Alla base di tutti i dialetti italiani (e dell’italiano stesso che altro non è nel suo nucleo centrale che il dialetto fiorentino trecentesco) non c’è il latino classico ma il latino volgare, una lingua diversa da quella cristallizzata nelle opere letterarie del periodo classico, parlata essenzialmente dal popolo e di trasmissione per lo più orale, che costituisce un continuum nell’evoluzione della lingua.
Il modello di lingua nazionale in Italia ha avuto difficoltà ad affermarsi nel parlato a causa della sua cristallizzazione nella lingua letteraria del ‘300, ne consegue lo sviluppo di una “selva” di idiomi fortemente diversi gli uni dagli altri: i dialetti.
Il dialetto di Campolieto appartiene alla grande famiglia Italoromanza centro-meridionale, a Mezzogiorno dell’isoglossa Roma-Ancona.
Fra i tratti propri del dialetto di Campolieto i più noti sono la riduzione delle vocali atone postoniche e finali al suono indistinto di origine indoeuropea /?/ “shwà”;
l’alterazione di vocali toniche con frangimenti o dittongamenti;
la prostesi del suono /?/ davanti a parole che iniziano per vocale: [????] ?uomo’, ????????? ?albero’…
Da un’attenta inchiesta sul campo emerge che, nel dialetto di Campolieto, sono presenti vocaboli “importati” da popoli che in qualche modo hanno dominato quel territorio lasciando nella lingua il loro segno tangibile.
È il caso dei grecismi che si sono conservati intatti nel corso dei secoli:
?????? ?guarda’, ha la base del tema verbale del greco ????????????guardare’, ???????? ?presso, da’, si usa di solito accompagnato ai verbi di moto, dal gr.?k?????con ritrazione d’accento.
Anche il popolo arabo ha lasciato la sua impronta linguistica in termini legati a particolari oggetti o ad unità di misura ma che oggi non vengono usati con particolare frequenza: ?????????? ?giara’ dall’arabo giarra, ????????????tomolo, unità di misura usata per i terreni’, dall’arabo?thumn?????????????bara’,????????????insieme di monete’ dall’arabo sikka ?moneta’.
Sicuramente numerosi gli spagnolismi data la lunga dominazione del popolo spanolo nel Meridione: ?????????? ?rimediare, cercare’ dallo sp. buscar ?cercare’, ??????????? ?bottiglia solitamente di vino’ dallo sp. botella ?recipiente di vino’, ????????????? ?regalo solitamente fatto per sdebitarsi. dallo sp. cumplimiento < cumplir ?compiere i propri doveri verso qualcuno’.
Altrettanto nomerosi i francesismi come il suffisso –iere/a, che riduce il dittongo /ie/ al semplice /j/: ?????????? < BARBA + suff. -iere ?barbiere’; ???????????? < perruquier ?parrucchiere’; ???????????? < canotier ?canottiera’; ??????? ?cera’ dal fr. chière ?volto’; ?????????? ?raffreddore’ dal fr. chamoire ?moccio’.
Degna di nota anche l’influenza anglo-americana nel dialetto, legata al fenomeno migratorio e particolarmente agli emigranti di rientro che, parlando, usavano spesso costrutti e termini inglesi integrati nella struttura del dialetto:
?u ??????? ?il padre, il capo della famiglia’ dall’ingl. boss;
un soprannome del posto ?????????????? dall’ingl. change train ?cambiare treno’.

(Dalla tesi di laurea della dott.ssa Elèna Varanese)


Alcuni vocaboli

armadie (armadio)
art (mestiere)
assttgliè (assottigliare)
bagnarol (recipiente per l'acqua)
bttglion (bottiglione)
bttigl (bottiglia)
bvent (bidente zappa con due denti)
cafon (cafone)
cuan (cane)
cantr (recipiente di terracotta per conservare)
cappill (cappello)
capzzir (letto in ferro o in ottone)
carriol (carriola)
carvon (carbone)
casc (cassapanca)
cascign (verdura campestre)
cascion (cassone per conservare il grano)
casin (cascina)
cataratt (botola)
catin (catino)
cavall (cavallo)
cavdar (caldaio o caldaia)
cavut (piccola apertura ad arco, nella porta)
cavzett (calze)
cavzon (pantalone)
ccnat (bottiglia di terracotta fornita di un solo buco, per la fuoriuscita del vino)
ccor (cicoria)
cennr (cenere)
cerql (quercia)
chpirchie (coperchio)
chppin (mestolo)
cic (ceci)
cist (cesto)
citr (bambino)
ciucc (asino)
cmmnir (camino)
cmò (comò)
crap (capra)
crapttill (capretto)
crvill (crivello)
cunnl (la culla)
cunnl (la culla)
cuppl (coppola)
faauc (falce)
fasciul (fagioli)
faucion (grossa falce per l'erba)
figlm (mio figlio)
fnesctr (finestra)
forch (arnese per inforcare il fieno)
frat (Fratello)
fratmcucin (mio cugino)
frccin (forchetta)
frmell (bottone)
frrar (fabbro-ferraio)
frscell (forma di vimini o giunco per il formaggio)
frssor (coppa di ferro per cuocere la pizza sotto la brace a mo' di forno)
fuch (fuoco)
galarell (sbadiglio)
gallin (la gallina)
gonn (gonna)
gruad (gradino)
guatt (la gatta)
iet (bietole)
iment (giumenta)
iocch (chioccia)
liscia (parte del focolare riscaldata dalla brace e pulita, per cuocere la pizza o altro)
litt (letto)
luacc (sedano)
maccarun (maccheroni)
maccatrill (fazzoletto da naso)
maccatur (il foulard o copricapo)
macciucch (parte del formaggio appena cagliato)
mamà (nonna)
mandazin (grembiule da cucina
mandir (tovagliolo per avvolgere il pane)
manir (mestolo di rame per prendere l'acqua dalla tinozza)
manucchie (covone)
marit (marito)
marmitt (recipiente per trasportare il latte)
mascchiett (lucchetto)
mes (recipiente in legno per impastare il pane)
mglier (moglie)
miql (lenticchie)
mnesctr (la minestra di verdure)
mnton (maschio della pecora)
moll (pinza per prendere i carboni)
monch (scaldino da letto)
msal (tovaglia per la tavola)
mscuttl (i biscotti)
mttill (imbuto)
mul (mulo)
nnsctà (innestare)
pagliear (pagliaio)
palell (paletta)
palmint (dove viene pigiata l'uva a piedi nudi)
panar (pala per far scivolare il pane nel forno)
pcin (pulcino)
peqr (pecora)
pgneat (pignatta di terracotta per i fagioli)
piatt (piatto)
pizz (pizza rustica o focaccia)
plir (origano)
pllicc (crivello piccolo)
port (porta)
prcill (maiale)
prevt (prete)
prruzl (torsolo, ciò che resta della pannocchia senza i chicchi)
prtos (asola)
prttir (scaffale per le bottiglie)
Psciatur o z’pepp (orinale)
ptatur (roncola)
pttness (pettine)
puzz (pozzo)
pzzuch (legno appuntito, per la semina)
qlnnett (comodino)
quartar (bottiglia di terracotta munita di 5 o 7 buchi, per l'acqua)
qucchiar (cucchiaio)
ran (grano)
randinie (granoturco)
rap (rape)
rasctill (rastrello)
rcallà (zappare la terra, per eliminare l'erba cattiva nella vigna)
rsctocc (stoppia)
rug (vicolo)
rut (teglia di alluminio, per l’arrosto)
saccocc (tasca)
salviett (il tovagliolo)
sanapuriell (castrino)
sarchièa (togliere l'erba cattiva vicino alla pianta del granone)
savciccia (salsiccia)
sbrbbingl (pipistrello)
scarp (scarpe)
scdrrpatur (strapiombo)
schiammator (mestolo bucato)
sciosciafuc (soffietto)
scin (fieno)
sciur (fiori)
sctagnarul (barattolo di stagno)
sctannà (spezzare le punte dei tralci)
sctigl (il mucchio di fieno)
sctranguner (pezzi di stoffa che venivano avvolti intorno alle gambe)
segg (sedia)
sctannà (spezzare le punte dei tralci)
sctigl (mucchio di fieno)
sctranguner (pezzi di stoffa che venivano avvolti intorno alle gambe)
segg (sedia)
sfruscia (da sfrondare pianta del granoturco privata della pannocchia)
sllecch (pannocchia)
sluzz (singhiozzo)
sor (sorella)
sormaqcin (mia cugina)
spingul (spillo)
stacc (setaccio per la farina)
suttan (sottana)
tà tà (papà)
taton (nonno)
tavilin (tavolo)
tazz (tazzina)
tiell (teglia di terracotta)
tin (tinozza per l'acqua)
trappid (tre-piedi per poggiare le pentole sul fuoco)
trscà (trebbiare)
tuaglie (l'asciugamano)
tzzon (tizzone)
uaglion (ragazzo)
vacil (recipiente dove si metteva l’acqua per la lavarsi)
vas (vaso)
vasancol (basilico)
vcal (boccale)
vccon (boccone, piccolo pezzo di salsiccia)
vesct (veste)
vicc (tacchino)
vlgnièa (vendemmiare)
vosch (bosco)
vott (botte)
vov (bove)
vrasc (brace)
vrascir (braciere)
vrenn (crusca)
vruoql (broccoli)
vsazz (bisaccia)
zappon (zappone)
zapptell (piccola zappa)
zazà (mediatore)
zit (sposa)
znal (grembiule per la festa)